Un buon inizio
Abbiate ogni speranza voi ch'entrate
Vi invito a leggere l'articolo che mi ha fatto cambiare radicalmente idea su Beppe Grillo (a cui ho inviato una mail, illuso di una lettura) , linkato all'interno della lettera.
Gentile signor Beppe Grillo,
ho deciso di inviarle una mail sperando che possa almeno leggerla, con la consapevolezza di avermi insegnato molto col suo atteggiamento. Mi riferisco in particolare al post di Alessandro Gilioli riportato sul blog dell’Espresso.
Credevo nella sua coerenza, ho apprezzato gli intenti (non del tutto i modi) del primo V-Day e ho cercato i motivi per cui la sua indignazione era arrivata a tal punto da sfociare in un fragoroso VAFFANCULO e li condivido tuttora. Mi fidavo di quello che diceva a tal punto da sperare che probabilmente la società avrebbe avuto buonissime possibilità di uscire da questo stadio di ignoranza stagnante. Mi sono piaciute le idee dei Meet-Up (di cui faccio parte), delle primarie dei cittadini, e di tutti i suoi gesti atti se non a risolvere il problema, a sensibilizzare i cittadini. Nella massa di ignoranti mi ci metto anche io, in fondo sono un ragazzo di vent’anni, che non conosce ancora bene come gira il mondo e che fa quasi tutto con la sua testa, finchè non la sbatte da qualche parte. Ecco, la mia testa ora è sbattuta contro la sua non-intervista
non-rilasciata all’Espresso. E ci sono rimasto male.
Possono valere tutti i suoi discorsi, dalle sovvenzioni statali alle testate giornalistiche, ai loro legami coi partiti, dalla parzialità dell’informazione, alla completa
“sommersione” di notizie, ma a nulla servono i suoi discorsi contro la presenza di una “Casta” giornalistica, se lei, signor Grillo, che si fa portavoce di un movimento per la libera informazione, si comporta peggio del signor Berlusconi nei tempi “migliori”. Potrà obiettare che lei non è un politico, non ha responsabilità pubbliche e non ha promesso niente a nessuno e che spetta a lei decidere da chi farsi intervistare, in fondo lei è un monologhista, dice nell’articolo. Il problema è che una volta lanciato il sasso dell’aspra critica contro il potere, dell’invettiva (quasi della diffamazione), una volta presosi la responsabilità di mischiare (a mio giudizio sbagliando) il fare satira con il fare politica e deciso arbitrariamente quando si tratta di uno spettacolo e
quando si tratta di una “cosa seria”, non può ritirare il braccio sottraendosi a qualsiasi tipo di confronto come il peggiore dei codardi. E’ doverosa una precisazione: la satira, lei lo sa meglio di me, è anche e soprattutto rivolta alla politica, ma raccontare aneddoti falsi riguardanti politici (come Sgarbi) e farli passare per verità “giurandolo sui figli” in modo da alimentare un sentimento di pietà, rancore, se non odio, verso il personaggio non mi sembra corretto, ed è a questo che mi riferisco quando parlo di un miscuglio tra spettacolo e cose serie.
Ha detto che i media non avrebbero prestato alcuna attenzione all’iniziativa prevista per il 25 aprile, così non è stato, e quando si è presentata l’occasione, ha ritenuto le domande poste offensive e indegne. Le pare giusto? Ai politici si possono, anzi, si devono fare domande offensive e indegne e a lei no? Credo di non aver colto bene quello che intende dire.
Nei vari commenti ai suoi ultimi post si parla di “macchina anti V-day”, di progettazione a tavolino dell’articolo dell’Espresso, del perché il Gilioli non spari a zero anche sui politici. Ammettendo che queste voci (da cui a questo punto diffido) siano veritiere, e ovviamente supponendo che l’articolo non sia una bufala, rimane il fatto che lei non si è comportato in modo degno. Un bel Vaffa se lo meriterebbe anche lei, ma forse è colpa mia, le ho dato troppa importanza. Probabilmente ha ragione lei:
in fondo è solo un comico e il suo unico mestiere è far ridere la gente durante uno spettacolo, niente di più.
Saluti.
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Mi trattengo dalle solite battute sul cognome del neocapo della polizia, ma un ricordo di quello che il vecchio capo ha nascosto ve lo voglio dare.
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L'ex ufficiale nazista Herich Priebke, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, ha ottenuto il permesso di lasciare gli arresti domiciliari per "motivi di lavoro".Saputa la notizia, tutti gli ebrei si sono rifugiati in una località segreta.
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W la pappa:
"L'attrice Keira Knightley ("La maledizione della Prima luna ecc..") non è anoressica (ma non è questa la battuta). E ha vinto la causa per diffamazione intentata contro il 'Daily Mail', che le aveva attribuito "disordini alimentari" e la responsabilità morale per la morte di una ragazza anorressica (Repubblica.it)". Saputa la notizia, la casa produttrice di "Pirati dei Caraibi" ha ritirato la proposta di far recitare l'attrice anche nel quarto episodio della serie. Peccato, Jack Sparrow l'avrebbe apprezzata come spada.
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